Bright

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Ciao ragazzi. Presentate il gruppo a chi ancora non vi conosce
 

Noi siamo i BRIGHT, band con influenze Hard, Psichedeliche di Milano. La band è stata fondata nel 2015 da Marco Da Rold, chitarrista e compositore attivo nella scena Milanese; dopo svariati cambi di line ups si giunge alla formazione definitiva, come quartetto, che culmina con il cambio di nome in BRIGHT. Composto da Daniela alla batteria, Emanuele alla voce, Renzo al basso e Marco alla chitarra.

La vostra musica verso che tipi di fan è rivolta?
 

Non credo ci sia un target ben definito per la nostra musica, chiunque può interpretarla liberamente, ovviamente non mancano alcuni legami con il rock più 70’s ma sempre con un occhio di riguardo verso la modernità.

Quali sono le band a cui più vi ispirate in fase compositiva?
 

Le band che ci ispirano sono svariate ma al tempo stesso non ve ne sono alcune in particolare, come ho già anticipato, i nostri ascolti rimandano ai tempi gloriosi che furono i tardi 60’s e primi 70’s passando per gli anni 80, per cui abbiamo un vasto panorama musicale che ci influenza.

Presto uscirà il vostro debut- album [The Shelter].
Come lo descrivereste a chi non ha ancora ascoltato la vostra musica?
 

“The Shelter” è un lavoro cominciato nell’ultimo anno, quando la band ha cominciato a svoltare verso sonorità più dure ed aggressive, in questo album vi sono tutte le componenti che  caratterizzano i BRIGHT, dalla composizione più melodica al suono
più graffiante del quale andiamo fieri. Saranno 9 brani ed essendo un lavoro che raccoglie tutte le evoluzioni che la band ha intrapreso, sarà molto vario.

Anche i testi ricoprono un ruolo importante in questo disco. Chi se ne occupa e da cosa prende ispirazione?
 

I testi, scritti da Marco, sono di carattere introspettivo, influenzati da tutto quello che accade, dalla semplice visione di un insetto colorato alle vicende che ogni giorno caratterizzano la nostra vita.

Quale sarà l’argomento principale trattato nel vostro debut album?
 

L’album non ha un filo conduttore in tutti i brani, per cui è difficile inquadrare in un argomento solo la raccolta in questione. Direi che il rifugio (come da titolo) fa da perfetta cornice a tutto il resto, quindi la necessità di trovarsi all’interno di uno spazio dove si possa dar libero sfogo alla creatività, attraversando i sentimenti che caratterizzano l’essere umano, dalla paura, allo stupore, alla libertà.

Le grafiche dell’album sono affidate ad un artista in particolare? A cosa vi siete ispirati per realizzarle?
 

Le grafiche le abbiamo gestite noi, in particolare il nostro bassista Renzo, l’ispirazione principale deriva dalla natura, dalla composizione manuale, fondendo così la grafica digitale con la realtà.

Che progetti avete per il 2021?
 

Per il 2021 ci auguriamo di poter suonare live dovunque ed il più possibile, così da far conoscere il nostro sound al grande pubblico.

Due righe per i saluti finali.
 

Gonna find a place to stay, this shelter takes my breath away. Come speriamo succeda ascoltando il nostro album.